Sara Rubinelli, Luca Camerini, Peter J. Schulz
Comunicazione e salute
(Milano, Apogeo, 2010)
La comunicazione sanitaria è divenuta fondamentale per coinvolgere positivamente gli individui nelle decisioni che riguardano la gestione del proprio stato di salute.
Non è semplice affrontare un discorso sulla salute, propria e degli altri, tuttavia ci proviamo sempre, in casa, al bar, al lavoro, per strada. Si tratta però di un argomento in cui i non specialisti possono cadere in errori e ambiguità potenzialmente capaci di influenzare lo stato d'animo e l'emotività di ciascuno di noi. Oggi il tema salute non è appannaggio soltanto di medici e farmacisti e dei due milioni e mezzo di persone impiegate in Italia, a vario titolo, nel settore sanità ma le conoscenze di base ormai raggiungono tutti. Quindi i mezzi di informazione dovrebbero servire ad acquisire più competenze sui meccanismi di salute e di cura e quindi favorire scelte più appropriate. Non sempre, però, gli strumenti di diffusione delle informazioni sono usati correttamente, primo tra tutti internet, calderone di notizie dove si va spesso a cercare risposte ai propri dubbi.
Talvolta il settore della sanità segue una logica di profitto che promuove malattie (disease mongering) invece che salute; l'esempio è dato da quelle campagne di screening, non supportate da sufficienti evidenze scientifiche, che inducono un buon numero di persone a esaminarsi e scoprire così patologie che in alcuni casi non risulterebbero mai all'osservazione clinica e rimarrebbero silenti per tutta la vita. Per superare queste ambiguità, la comunicazione deve avvalersi di strategie e di strumenti di marketing per rendere l'individuo più cosciente del reale stato delle cose.
In questo processo cognitivo, lo stato di salute dell'individuo è tuttavia fortemente subordinato al suo stato sociale: istruzione, lavoro, reddito, ceto, contatti sociali e familiari sono fattori che, assieme a quelli genetici e ambientali, concorrono a determinare le condizioni di salute della persona; sono elementi combinati che agiscono attraverso l'accesso alle conoscenze che rendono l'individuo capace di discernere quali siano i comportamenti più utili per il proprio benessere fisico, ossia quello che i tecnici definiscono empowerment.
Diverse teorie e discipline concorrono nella definizione di comunicazione sanitaria come dottrina a se stante. Sociologia, psicologia, scienze politiche, retorica, scienza dell'informazione, antropologia e marketing sociale sono campi di attività e di pensiero che contribuiscono alla formazione della comunicazione sanitaria, la quale è ormai vista come necessaria per migliorare il livello di salute di una popolazione o di un suo segmento. Oltre che produrre coerenti azioni comunicative per il pubblico, è una materia che pervade il rapporto tra medico e paziente e tenta di guidare quest'ultimo in una più efficace ricerca di informazioni di salute che non necessariamente prevede il contatto diretto con l'esperto. Le nuove tecnologie quindi non sono antitetiche al concetto di promozione della salute.
Questo manuale si rivolge principalmente a operatori sanitari e professionisti della salute e analizza la comunicazione sanitaria nei suoi aspetti normativi offrendo al lettore gli strumenti per valutare la qualità di un messaggio informativo. Spiega come le nuove tecnologie e i mass-media fungano sempre più da veicoli del messaggio che punti a rimettere all'arbitrio dell'individuo la capacità di scegliere consapevolmente come gestire il proprio corpo superando il modello che vede il medico quale unico, autorevole e paternalistico dispensatore di consigli, e rifiutando la medicalizzazione, ossia il contrario della promozione della salute.
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Newsletter 72 - Settembre 2010
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