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Newsletter - 133
settembre 2015
Gavino Maciocco
Sulla sanità si gioca una partita vasta e complessa che ha poco a che vedere con la salute dei cittadini. Una partita che si interseca con la riforma del Terzo settore, già approvata alla Camera, e che ha come sfondo i colossali interessi dell'intermediazione finanziaria e assicurativa nazionale e internazionale. Tutto questo deve avvenire nel silenzio generale e lontano da occhi indiscreti (come le trattative TTIP). La temperatura dell'acqua deve crescere, ma lentamente, per ottenere – senza clamori – il disfacimento del servizio sanitario nazionale.
Una rana cade in una pentola d'acqua bollente, e subito schizza via.
Un'altra entra in una pentola di acqua fredda. Qualcuno accende un piccolo fuoco sotto la pentola. La rana non si accorge che l'acqua via via si scalda… via via… gradualmente sempre più… finché muore bollita…
La riforma della scuola è paragonabile alla pentola d'acqua bollente. La sua natura “bruciante” è stata immediatamente avvertita e ha suscitato vivaci ed estese reazioni. Il suo iter parlamentare non si è ancora concluso, ma intanto un importante risultato è stato ottenuto: il ritiro della norma del 5 per mille che avrebbe dilatato a dismisura le diseguaglianze scolastiche tra aree ricche e aree povere del paese.
Ciò che succede nella sanità rispecchia invece la situazione della rana bollita.
Quanto sono social le PA dell'Emilia Romagna? Sono stati pubblicati i risultati del report "Diffusione e modalità di utilizzo (sostenibile) dei social media nelle PA in Emilia-Romagna 2014” a cura del Coordinamento del Piano Telematico, documento che illustra le iniziative promosse daiComuni, dalle Unioni e dalla Regione in ambito social.
=> Scopri quanto è attiva la PA su Facebook
Come si evince dai dati, è Facebook il social network più diffuso anche tra le PA emiliano-romagnole: usato da 213 enti per un totale di 332 account attivi, prevalentemente enti Comunali e Regione.
In seconda posizione si colloca Twitter, usato da 53 enti con 69 account e 74mila follower complessivi. La Regione vanta 8 account e Bologna guida la graduatoria delle Province più attive nella piattaforma di microblogging.
Health promotion research can be broad in scope and can cover a vast array of topics, settings and populations. As Co-Director of the Centre for Health Promotion Research at Leeds Beckett University, I can vouch for this diversity. Just looking over the past few years, our Centre's research portfolio includes studies focussing on prison health; volunteering and health; burnout in employees; e-cigarettes; physical activity in children; homelessness; mental health; condom distribution schemes; toothbrushing; self-care; poverty; climate change…..the list goes on.While at first glance, these projects may seem completely disparate they all, in fact, constitute health promotion research. For me, the litmus test is whether a research project gives us greater understanding of the determinants of health. If a study has the potential to help understanding of health inequalities and (more importantly) potentially provide evidence-based policy and practice implications to reduce health inequalities in communities – then this, in my view, constitutes health promotion research. Critics would argue that such a definition is useless as conceivably ‘anything' and ‘everything' can have impacts on health – but health promotion itself is a very broad-church, highly multidisciplinary, drawing on a range of academic disciplines. Health promotion research, therefore, must mirror this.